Casette d’Ete, il successo artigianale di Mirial Heritage: da Peggy Gou allo Yacht Club di Monaco. L’intervista ad Andrea Marozzi

by redazione
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Nel cuore del distretto calzaturiero fermano, a Casette d’Ete, la maestria nella lavorazione delle pantofole si combina con l’innovazione per creare prodotti apprezzati sulle passerelle più esclusive e persino a bordo di prestigiosi yacht, rivelando come l’artigianato possa ancora conquistare il mondo del lusso globale.

Il calzaturificio Mirial produce vari generi di calzature formali e sportive per i principali brand del lusso internazionali. Oltre alla produzione conto terzi, il calzaturificio, seguendo oggi le sue origini, realizza anche lussuose pantofole artigianali con una particolare tecnica chiamata «fondo America», una variante più complessa della classica costruzione a sacchetto che garantisce comfort, morbidezza ed eleganza. La sua peculiarità consiste nel tenere assieme tutti gli elementi della calzatura esclusivamente con una sola cucitura.

Gestisce l’intero ciclo di produzione, con una capacità produttiva di circa 60.000 paia per stagione. Andrea Marozzi e i suoi cugini rappresentano la quarta generazione di calzaturieri nella famiglia. 

1- La storia di Heritage Mirial è affascinante, partendo dai primi passi nel 2020 fino all’incontro chiave al Monaco Yacht Show. Qual è stata la visione iniziale che ha ispirato il vostro percorso imprenditoriale e come l’avete trasformata in realtà fino ad oggi?

Grazie per aver definito la mia storia così bella! In effetti, affonda le sue radici molto lontano, risalendo all’epoca del mio bisnonno Nazzareno Berdini e mio nonno Gino Marozzi. Mio padre, mio cugino e io abbiamo lavorato a stretto contatto per preservare non solo la storia della nostra famiglia ma anche la peculiare tecnica produttiva che utilizziamo, affinché non andasse perduta.

È stato un lavoro lungo e complesso, poiché non vi erano modellisti che conoscessero i passaggi necessari per la costruzione con il fondo America. Dopo approfondite ricerche, abbiamo deciso di affidarci al modellista con cui collaboriamo tuttora. Anche per lui è stata una sfida del tutto nuova, e dopo mesi di tentativi siamo riusciti a raggiungere il risultato che desideravamo.

Negli anni ‘80, quando abbiamo cessato la produzione di pantofole, abbiamo dismesso tutta l’attrezzatura dalla nostra fabbrica. Era stata progettata personalmente da mio nonno e dai suoi dipendenti e successivamente ritirata da una ditta specializzata nello smaltimento e recupero. È importante sottolineare che le attrezzature per realizzare pantofole sono molto specifiche e differiscono notevolmente dai macchinari impiegati per la produzione di calzature.

La ditta a cui avevamo affidato lo smaltimento, non avendo mai visto attrezzature del genere, ha deciso di conservarle tutte. Così, dopo 40 anni, abbiamo ritrovato tutti i nostri strumenti intatti e li abbiamo riportati in azienda. È stata un’esperienza davvero emozionante, e per me ha un significato speciale lavorare con gli attrezzi originali di mio nonno: sono carichi di storia e ancora oggi perfettamente funzionanti.

Un altro supporto fondamentale è arrivato dai nostri ex dipendenti. Anche se non molti di quelli che lavoravano con mio nonno sono rimasti, il loro contributo è stato essenziale per ricostruire i segreti di ogni fase del processo di produzione delle pantofole con fondo America.

Dopo aver ricostruito l’intero procedimento, abbiamo creato un piccolo campionario di pantofole e iniziato a mostrarlo ai nostri clienti. L’idea di rilanciare il marchio Mirial, creato da mio nonno, è nata in un secondo momento, dopo il mio incontro con Peggy Gou.

2 – Ci racconti cosa è successo al Monaco Yacht Festival e al Gran Premio di Formula 1?

Sempre nel 2020, grazie a una mia conoscenza personale, sono riuscito a ottenere l’autorizzazione per realizzare alcuni concept per lo Yacht Club di Monaco, con il permesso di apporre il loro logo sulle pantofole.

Ho voluto dare il massimo, creando 10 pezzi unici, ciascuno differente per materiali e colori, adattati alle diverse stagioni. Il mio sogno era vedere le mie pantofole a bordo degli yacht di Montecarlo. Più che altro, desideravo colmare un piccolo vuoto, o rispondere a un’esigenza che avevo notato: molte persone vanno scalze sugli yacht.

Non ho ricevuto un riscontro immediato per la campionatura che avevo spedito. Tuttavia, circa un anno dopo, a novembre 2021, sono stato ricontattato e mi è stato detto che i campioni erano stati davvero apprezzati.

Il primo ordine fu di 50 pezzi uomo/donna, e i clienti della boutique rimasero subito colpiti dall’estetica e dal comfort delle pantofole, abbinate a una pochette in pelle. Il prodotto ha avuto successo immediato, e così sono iniziati i riassortimenti.

Gradualmente abbiamo introdotto nuovi colori e modelli, ampliando l’offerta dalle pantofole da casa a quelle da esterno, con suola adatta per camminare in strada. Grazie alla qualità dei nostri prodotti e all’apprezzamento dei clienti dello yacht club, nel 2022 abbiamo firmato un contratto di fornitura.

Sono profondamente grato alla persona dello Yacht Club che ha creduto in me e mi ha dato questa straordinaria opportunità, che sono riuscito a cogliere e valorizzare. A seguito del contratto, ci è stato chiesto di organizzare un trunk show all’interno della boutique dello Yacht Club, in occasione del Monaco Yacht Festival 2023.

Io e mio cugino abbiamo progettato e realizzato un banco da lavoro mobile, con il quale potevamo costruire interamente una pantofola sul posto. Oltre a questo, abbiamo offerto un servizio di personalizzazione direttamente in boutique, ricamando il nome del cliente o del suo yacht sulle pantofole.

I clienti sono rimasti entusiasti nel vedere come realizziamo i nostri prodotti, completamente a mano e in modo artigianale al 100%. Il fatto di poter scegliere il colore, il materiale delle pantofole e il tipo di ricamo, con la possibilità di ritirare il tutto dopo appena un’ora di lavoro, li ha coinvolti ancora di più.

Alcuni clienti ne acquistano persino a decine, per l’intero equipaggio o per gli ospiti del proprio yacht. Visto il successo del primo trunk show, siamo stati riconfermati per il Gran Premio di Monaco a maggio 2024 e per il Monaco Yacht Show a settembre 2024.

3 – Quali sono stati i principali fattori di successo nel guadagnare la fiducia e l’apprezzamento di un pubblico così esigente?

Per lavorare con clienti di questo calibro, servono grande esperienza e una solida organizzazione, oltre alla capacità di garantire costantemente un servizio impeccabile.

Oggi, purtroppo, non viviamo tempi facili. La mia generazione sta attraversando uno dei periodi più difficili degli ultimi 50 anni. Nonostante questo, credo profondamente in ciò che faccio e spero che, con il tempo, le cose volgano a mio favore. Al momento, Mirial Heritage è il mio progetto parallelo, oltre al mio impegno principale nel gestire le questioni aziendali più ampie e le produzioni che realizziamo per i nostri clienti.

4 – Una curiosità che in molti non sanno.

Sicuramente come è nata la collaborazione con lo Yacht Club. Per consegnare i campioni al loro referente, ho affrontato numerosi viaggi notturni: per cinque volte consecutive, mi ha fissato appuntamenti alle 5 del mattino in Toscana, sapendo bene che partivo dalle Marche. In seguito, mi è stato spiegato che si trattava di un test per valutare la mia serietà. Essendo stato puntuale e affidabile, ho superato la prova e ho potuto iniziare la collaborazione. Se fossi arrivato in ritardo o avessi mancato un solo appuntamento, forse sarebbe andata diversamente.

Un altro aneddoto riguarda il mio incontro con Peggy Gou nel 2020, nota DJ internazionale e icona di stile. L’avevo conosciuta nel 2016, all’inizio della sua carriera, e nel 2020 sono riuscito a ottenere un appuntamento grazie al suo manager. Volevo consegnarle delle pantofole create appositamente per lei.

Peggy ha accettato di incontrarci e, dopo aver visto i nostri prodotti, ne è rimasta impressionata. Il giorno successivo ci ha ricontattato per chiedere se poteva fare un post sui suoi social. L’impatto mediatico è stato enorme e, motivato da quell’evento, ho deciso di fondare il mio brand, Mirial Heritage.

5 – Quali strategie avete adottato per rimanere al passo con le esigenze e le tendenze del mercato di lusso?

Negli ultimi anni, il mondo della moda sta evolvendo a un ritmo frenetico. I nostri prodotti, invece, mantengono un gusto classico. Ogni stagione introduciamo nuovi articoli, con colori e materiali aggiornati, pur conservando alcuni modelli continuativi, che rimangono i più richiesti e che manteniamo sempre in collezione.

In futuro, oltre alle pantofole, abbiamo in programma di ampliare la nostra offerta includendo calzature montate, per offrire ai clienti una gamma di prodotti ancora più completa.

6- Qual è il ruolo dell’esperienza del cliente nella vostra strategia aziendale come pensate di mantenerlo al centro della vostra attività?

L’esperienza del cliente è al centro della nostra strategia aziendale e guida ogni nostra decisione. Non ci limitiamo a offrire un prodotto di alta qualità, ma ci impegniamo a creare un’esperienza coinvolgente e su misura. Per questo, ci dedichiamo a migliorare continuamente l’interazione con i clienti, offrendo loro servizi personalizzati, come la possibilità di personalizzare i prodotti direttamente in boutique, scegliendo materiali, colori e dettagli esclusivi. Questo livello di partecipazione non solo fidelizza i clienti, ma li fa sentire parte integrante del processo creativo.

Un altro pilastro fondamentale è il nostro approccio artigianale. In occasione di eventi esclusivi come il Monaco Yacht Show, organizziamo dimostrazioni dal vivo della produzione delle nostre pantofole, interamente realizzate a mano. Questo permette ai clienti di apprezzare la maestria e il valore del nostro lavoro, comprendendo fino in fondo il know-how tradizionale che distingue i nostri prodotti nel settore del lusso. Esperienze simili non solo rendono memorabile l’acquisto, ma rafforzano il legame emotivo tra il prodotto e chi lo sceglie.

Infine, diamo grande importanza al feedback dei nostri clienti. Le loro opinioni sono essenziali per migliorare e innovare costantemente la nostra offerta, assicurandoci di soddisfare sempre al meglio le loro aspettative.

7-  Come vedi il futuro di questo settore e quali sono le prospettive del nostro distretto calzaturiero, uno dei più storici e famosi al mondo?

Il nostro settore ha subito un duro colpo nell’ultimo anno a causa di una grave crisi generale, mettendo a rischio la continuità della maggior parte delle PMI italiane che hanno contribuito al successo del distretto calzaturiero.

Speriamo che la Regione Marche, il Governo e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy possano intervenire per sostenere concretamente le aziende del settore moda. La crisi ha colpito le filiere a ogni livello, ed è fondamentale adottare misure urgenti per tutelare il Made in Italy, un’eccellenza riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

A noi giovani, che certamente non stiamo vivendo i momenti più favorevoli per questo settore, spetta il compito di proiettare le aziende verso il futuro. Dobbiamo ereditare l’esperienza delle generazioni passate e farne tesoro, sviluppandola con idee innovative e strategie che ci permettano di affrontare le nuove sfide del mercato, preservando al contempo l’eccellenza del Made in Italy.

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