Il Conservatorio di Musica “G.B. Pergolesi” di Fermo, Istituto di Alta Formazione Musicale, rappresenta da oltre 30 anni un polo di eccellenza nel panorama musicale italiano. Con i suoi 83 docenti altamente qualificati e 68 corsi accademici, offre una formazione di altissimo livello, attraendo studenti non solo dall’Italia, ma anche dall’estero.
Fermo gode di una posizione strategica tra Pesaro e Pescara, distanti 230 km l’una dall’altra, occupando un territorio unico tra queste due importanti realtà musicali. Questo crea un’opportunità straordinaria per chi vuole intraprendere un percorso di alta formazione musicale in una cornice che unisce tradizione e innovazione.
“È un Conservatorio estremamente vivace e pieno di potenzialità, sia culturali che accademiche” dichiara il direttore Piero Di Egidio. Pianista, musicologo e componente del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale (Cnam) presso il Ministero, ha assunto ufficialmente l’incarico il 1° novembre 2023. “Un’istituzione che risponde appieno alle tre missioni previste dalla legge 508/99, la nostra legge di riferimento, ovvero: didattica, ricerca e produzione musicale”.
“Il Conservatorio di Fermo si distingue per una solida collaborazione tra tutte le componenti. Grazie a un’eccellente amministrazione e direzione, guardiamo al futuro con positività e speranza” dichiara il presidente Igor Giostra. Avvocato penalista, da sempre appassionato di musica, in particolare di musica classica, frequenta gli studi di base al liceo musicale e poi al conservatorio per pianoforte e clarinetto. Ha alle spalle la carica di presidente della Fondazione “Rete Lirica delle Marche” ed è attualmente il presidente della sezione di Fermo della Gioventù Musicale d’Italia.


La storia del Conservatorio GB Pergolesi di Fermo
La storia del Conservatorio è profondamente legata a una figura chiave della cultura locale: Annio Giostra, zio del presidente Igor. La sua visione ha portato alla fondazione del Liceo Musicale, e successivamente, grazie alla collaborazione con altre personalità illuminate, è riuscito a trasformare nel 1978-79 il liceo in una sezione distaccata del Conservatorio di Pesaro. Dopo dieci anni, nel 1988, questa sezione è diventata un conservatorio autonomo, acquisendo la prestigiosa denominazione di Conservatorio “Giovan Battista Pergolesi”.
Con la riforma del sistema formativo, il Conservatorio ha ottenuto lo status di istituto universitario, diventando la seconda Università musicale delle Marche, insieme a quella di Pesaro, e unica con sede centrale nella provincia di Fermo. Questo rappresenta un elemento qualificante del patrimonio culturale fermano e arricchisce significativamente l’offerta formativa del territorio.
Il Conservatorio patrocina varie iniziative editoriali, tra le quali basti citare l’importante edizione critica dell’opera omnia del musicista Giuseppe Giordani (1751-1798), già Maestro di cappella del Duomo di Fermo (l’edizione critica è pubblicata nel 2013 dalla casa editrice lucchese LIM – Libreria Musicale Italiana).
“A livello affettivo, i ricordi del Conservatorio sono legati alla mia prima adolescenza” ci confessa il presidente. “Avevo 14 anni quando varcai per la prima volta quella soglia, pieno di entusiasmo. I ricordi che porto con me sono carichi di gioia, affetto e gratitudine. Entrare nel Conservatorio è come entrare in un’oasi. Dalle aule e dalle finestre risuonano musiche di ogni tipo e livello. Nonostante l’impegno e lo studio richiesti, è un luogo che aiuta a calmare lo stress e a trovare serenità, un rifugio dove il ritmo frenetico della vita lascia spazio al ritmo dell’arte”.
Rapporto con il territorio
“Il Comune di Fermo è uno dei nostri principali partner, con cui manteniamo un rapporto di stretta collaborazione e costante sinergia” afferma il presidente Igor Giostra. “Le relazioni con il Sindaco, l’amministrazione comunale e l’Assessore alla Cultura sono eccellenti, e insieme promuoviamo eventi, mostre e concerti”.
“Oltre al Comune di Fermo, lavoriamo attivamente con i territori limitrofi e con altri enti della provincia, collaborando con realtà locali dotate di teatri o che organizzano eventi culturali. Il nostro legame con il territorio è dunque solido e continuativo, alimentato da una visione condivisa di crescita culturale” conclude il presidente.
I risultati raggiunti: riconoscimenti e premi
L’anno accademico appena concluso è caratterizzato dall’eccellenza dei risultati raggiunti, sia in ambito musicale e accademico, sia attraverso la qualità degli studenti e delle loro performance e dalla realizzazione di una serie di produzioni di altissimo livello, tra cui concerti e attività esterne, con un significativo incremento degli eventi.
“Siamo passati da 6 a 11 manifestazioni annuali, e da 2 a 5 di queste si svolgono presso il Teatro dell’Aquila. Grazie a una convenzione con il Comune di Fermo, per cinque giorni l’anno diventa uno spazio a nostra disposizione per diverse iniziative” afferma il direttore con orgoglio. “Un’altra grande novità è l’avvio dei dottorati di ricerca, un traguardo rilevante per il nostro settore di alta formazione universitaria in ambito artistico e musicale”.
Il Conservatorio di Fermo, pur essendo una realtà piccola rispetto a quelle delle grandi città, ha ricevuto uno dei premi più prestigiosi, come l’assegnazione del Premio Nazionale delle Arti nella sezione di canto e musica vocale da camera. “Siamo l’unica istituzione piccola ad aver ricevuto un premio così prestigioso” prosegue il direttore Piero Di Egidio. “La serata finale si terrà il 29 novembre e forse riusciremo ad avere ospiti di rilievo dal Ministero”.
“Inoltre, stiamo cercando di essere in prima linea con le nostre competenze” afferma il direttore Piero Di Egidio. Ci sono molti fondi destinati alle istituzioni per progetti specifici, ed è fondamentale essere competitivi sul territorio, nazionale ed internazionale, in termini di progettualità. Il Conservatorio è riuscito a recuperare fondi importanti, come quelli per i dottorati di ricerca, per l’internazionalizzazione e per i progetti di orientamento legati al PNRR, che in precedenza non erano stati sfruttati.
Domande di ammissione in crescita al Conservatorio GB Pergolesi
La storia e prestigio di questa istituzione si riflettono nel crescente numero di iscritti. Le iscrizioni ai corsi, infatti, in particolare quelli di secondo livello accademico, hanno registrato il boom, specialmente nei programmi più prestigiosi dal punto di vista accademico. Sono 205, infatti, le domande di ammissione pervenute per l’attuale Anno Accademico (erano 173 nel 2023/2024).
“Questi numeri sono molto importanti perché sono frutto di impegno e dedizione che il Conservatorio attraverso i suoi Maestri e tutto il personale mantiene sul territorio – sottolinea il direttore – è particolarmente significativo che nella fascia più alta della formazione, quella dei corsi di secondo livello, abbiamo il trend più consistente delle iscrizioni che è addirittura raddoppiato passando dalle 36 domande del 2023/2024 alle 72 per il 2024/2025”.
“Abbiamo studenti provenienti da Paesi come Russia, Corea, Cina e dall’Europa dell’Est, inclusa l’Ucraina” ha detto il Presidente Igor Giostra. “È significativo vedere come giovani che, in teoria, potrebbero provenire da contesti di conflitto, riescano invece a vivere in completa armonia all’interno del nostro Conservatorio. Qui sono uniti da un unico obiettivo comune: fare musica. La musica, infatti, supera ogni barriera e diventa un linguaggio universale che favorisce la collaborazione e l’intesa, anche tra culture diverse.”
Altra novità rispetto al passato riguarda la provenienza dei nuovi iscritti. Se il Conservatorio mantiene uno spirito cosmopolita aperto alle culture, quest’anno gli studenti italiani sorpassano gli stranieri in termini numerici.
La modernità del Conservatorio
Il Conservatorio di Fermo si distingue per la sua attenzione alla lirica e alla musica decantata, che rappresentano un importante punto di forza. Negli ultimi anni, l’istituzione ha saputo modernizzarsi, ampliando la propria offerta formativa con l’introduzione di nuovi corsi, come musica elettronica e jazz, per rispondere alle esigenze degli studenti e del territorio.
L’obiettivo è offrire un’ampia gamma di opportunità formative, tenendo conto dell’evoluzione dei gusti musicali, ma sempre mantenendo elevati standard di qualità. Sebbene al momento non siano ancora presenti corsi di musica pop, il Conservatorio non esclude di aprirsi a nuove forme musicali, puntando a sviluppare un percorso formativo solido e attento.
Nei giorni scorsi con delibera del consiglio accademico e di amministrazione, il direttore Piero Di Egidio insieme al gruppo di lavoro appositamente istituito, ha redatto e firmato il primo “Piano di uguaglianza di genere” (Gender Equality Plan, Gep) del Conservatorio Pergolesi, un documento in linea con gli standard europei per promuovere la parità di genere e garantire una trasformazione concreta e duratura all’interno dell’istituzione.


