Da Urbino una sfida vinta: grazie al prof. Alessandro Bogliolo il Coding arriva nelle scuole

by redazione
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L’era digitale ha aperto nuove porte nell’ambito dell’istruzione, e il coding emerge come uno strumento chiave per preparare gli studenti al futuro. Da un’abilità specialistica a una competenza fondamentale, il coding offre un approccio pratico e interdisciplinare all’apprendimento, stimolando la creatività, il pensiero critico e la risoluzione dei problemi.
Alessandro Bogliolo, docente di Sistemi per l’Elaborazione dell’Informazione presso l’Università di Urbino, è una figura di spicco nel panorama nazionale per quanto riguarda la divulgazione dell’informatica e del coding nelle scuole italiane, oltre ad essere il coordinatore di EU CodeWeek e membro dell’Advisory Board della Digital Skills and Jobs Platform.
La sua passione per l’informatica nasce con il Commodore 64, uno dei primi personal computer che richiedeva conoscenze di programmazione per funzionare.

IL CODING E LA SUA DIVULGAZIONE

Negli anni, Bogliolo si è distinto come punto di riferimento per progetti di formazione rivolti a insegnanti delle scuole italiane sul tema del coding. Il suo impegno ha contribuito a promuovere la campagna di sensibilizzazione informatica lanciata dalla Commissione Europea, EU CodeWeek, finalizzata a sensibilizzare sull’importanza dell’informatica adottando dei metodi molto semplici di programmazione, definiti programmazione visuale a blocchi.
Permettendo di sperimentare cosa significa programmare in un modo ludico ed intuitivo, ne hanno messo in luce anche la valenza metodologica e didattica. Così, quella che era nata come una campagna di sensibilizzazione, si è trasformata in una campagna di alfabetizzazione e in un grande movimento che, soprattutto in Italia, ha riscontrato un enorme successo e un’ampia partecipazione delle scuole.

≪Sin da subito, ho svolto il ruolo di ambassador e successivamente, dal 2015, ne sono diventato il coordinatore europeo≫ afferma Bogliolo. Parlando dell’importanza di coinvolgere gli insegnanti, prosegue: ≪Ho coinvolto gli insegnanti perché avessero la consapevolezza, la sensibilità e l’esperienza necessaria per coinvolgere i propri alunni e complementare le mie competenze informatiche con la conoscenza delle esigenze e delle metodologie didattiche≫.
A questa attività di ricerca e didattica, Bogliolo si dedica, introducendo nelle scuole informazioni “di prima mano”, sviluppando metodi originali di alfabetizzazione informatica, come quelli definiti “unplugged” o metodi fai da te, che consentono di sperimentare i concetti base della programmazione anche senza l’ausilio di computer o connessione Internet.

L’APPLICAZIONE DEL CODING IN AMBITO SCOLASTICO

Il coding non è solo programmazione, ma rappresenta un metodologico basato sulla relazione tra chi programma e chi esegue. ≪Chi programma (il programmatore), deve esprimere un procedimento scomposto in istruzioni elementari non ambigue, in modo molto rigoroso, perché solo così riesce ad affidarne l’esecuzione a una macchina programmabile (l’esecutore)≫ ci spiega Bogliolo. ≪L’esecutore, ossia il computer, non ha intelligenza, esegue i nostri comandi. Quindi il coding ci costringe a comprendere a fondo i procedimenti, per riuscire ad esprimerlo in termini così rigorosi da farlo eseguire ad una macchina≫.
≪Anche quando questo è semplicemente un gioco, magari un gioco di ruolo o un gioco di carte, diventa un’attività molto formativa e mai banale. Il coding aiuta gli insegnanti, fin dalla primaria o addirittura in età pre scolare, a veicolare dei concetti delle proprie materie di insegnamento≫.
Questo approccio stimola il pensiero computazionale, cioè la capacità di formulare e comprendere algoritmi, promuovendo una visione interdisciplinare dell’apprendimento. ≪Negli anni, il gruppo di insegnanti che hanno seguito i miei corsi, con i quali io sono in contatto assiduo, è cresciuto enormemente. Attualmente, ho contatti diretti con più di 40mila insegnanti, dall’infanzia alla scuola secondaria≫, dichiara Bogliolo.

CODYTRIP: TOUR ESPERIENZIALI E DIGITALI

Lo strumento più efficace che Bogliolo ha usato per diffondere il coding sono i corsi di formazione online per insegnanti (MOOC) erogati gratuitamente dall’Università di Urbino. Il primo corso, “Coding in your classroom now” nel 2016, è stato classificato da Class Central come miglior corso aperto a livello internazionale.
Dal 2016, ha organizzato attività di coding di massa coinvolgendo scuole e studenti da diverse città italiane, creando il progetto CodyTrip (“Cody”: coding, “Trip”: viaggio). Un’avventura coinvolgente ambientata ad Urbino, un’esperienza formativa da vivere con la propria classe e la propria famiglia alla scoperta di luoghi, tradizioni, persone e saperi.
Quando la pandemia ha colpito nel 2020, impedendo le visite fisiche proprio in occasione della celebrazione dei 500 anni dalla morte del Maestro Raffaello, Bogliolo ha innovato il progetto organizzando e proponendo gite online gratuite.
≪Ho coinvolto i miei colleghi dello spin-off universitario, Digit srl, per sviluppare una piattaforma digitale che consentisse ai partecipanti di vedermi in diretta in giro per Urbino ed interagire con me con dei meccanismi molto semplici, senza porre limite al numero dei partecipanti≫ ricorda Bogliolo. Lo strumento, chiamato ActiveViewer, mi consentiva di ricevere feedback facendo comparire pulsanti, immagini o altro, sulle quali i partecipanti possono cliccare≫.

≪Il tutto è stato organizzato come fosse una gita scolastica, dando appuntamento alla fermata degli autobus di Urbino alle ore 9, facendo il check-in in albergo per far dormire tutti lì, suggerendo ricette per cenare insieme, prevedendo un pigiama party, raccontando le storie della buonanotte quando i bambini erano presumibilmente già a letto, organizzando il risveglio muscolare il giorno dopo in fortezza e via dicendo≫.
A questa prima esperienza hanno partecipato circa 7mila bambini e i riscontri sono stati molto toccanti. Molte scuole hanno trovato modi creativi per rendere le attività più coinvolgenti. ≪Quando le restrizioni legate alla pandemia si sono allentate, ci sono state scuole che si sono organizzate con aperture serali per permettere a tutti gli alunni di seguire anche le fasi serali insieme a scuola≫ confida infatti Bogliolo. ≪Alcuni insegnanti hanno chiesto ai bambini di andare a scuola con i trolley per dare un maggior senso di gita e rendere più immersiva questa esperienza. Altri docenti hanno stampato le tovagliette del luogo dove idealmente avremmo pranzato o cenato e poste nella mensa, per essere come nel ristorante del luogo che era oggetto di visita≫.
Il progetto CodyTrip si è evoluto fino a diventare una serie di documentari in diretta interattiva, offerti gratuitamente a tutte le scuole d’Italia, in collaborazione con Giunti Scuola e il patrocinio di Save the Children, Fondazione Mondo Digitale, Grey Panthers, Telefono Azzurro e DiCultHer, riconoscenti della missione del progetto di contrastare le povertà educative, oltre ad essere incredibilmente inclusivo e favorire il turismo culturale.
≪Da allora abbiamo organizzato circa 20 CodyTrip in tutta Italia, proponendo delle esperienze straordinarie come fossero gite scolastiche. Alcuni esempi? Visitare musei accompagnati dai direttori stessi e visitare luoghi con delle guide d’eccezione, andare in luoghi dove il pubblico normalmente non entra mostrando il dietro le quinte, fare o assistere ad esperimenti significativi come quello delle onde gravitazionali vicino Pisa, incontrare la persona che ha stabilito il primo collegamento ad Internet dall’Italia, conoscere dei premi Nobel, viaggiare in catamarano, avvistare i delfini e molto altro. Siamo stati nel Mare del Nord, a bordo di una nave cantiere di SAIPEM, che stava ultimando l’installazione del parco eolico a largo della Scozia. A bordo si arriva solo in elicottero e dopo aver fatto un corso di tre giorni di sopravvivenza in mare. Abbiamo documentato anche questo e ne abbiamo approfittato per parlare di sicurezza e di sostenibilità. A Roma abbiamo aperto CodyTrip con la Fanfara della Polizia di Stato presso il CNR, siamo stati in Campidoglio e al Quirinale, abbiamo fatto il risveglio muscolare a cavallo dentro la caserma dei corazzieri≫ conclude Bogliolo.
Ad ogni gita hanno partecipato più di 10mila bambini, evidenziando il successo e l’importanza di iniziative come queste nel contesto educativo italiano.

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