C’è chi sogna la metropoli, chi rincorre il successo nei grandi centri e chi, come Francesco Broccolo, ha deciso di restare nella sua terra, le Marche, con la testa tra le piante e i piedi ben saldi nella campagna. Classe 1997, insegnante all’Istituto Agrario Garibaldi di Macerata e divulgatore seguitissimo sui social, Broccolo è la voce fresca, genuina e competente di una nuova ruralità, capace di parlare ai giovani (e non solo) con un linguaggio autentico, spesso in dialetto, diretto al cuore prima che alla mente.
Con oltre 83.100 follower su Instagram e una community in crescita anche su Facebook e TikTok, Francesco non è un influencer qualsiasi. È un professore, un ricercatore autodidatta, un amante del territorio, uno che non recita, ma vive ogni parola detta. E tra una lezione e un’escursione, sta anche scrivendo un libro – un inno dissacrante e colto alle piante “stronze” (come le chiama lui) – che promette di scuotere molte coscienze verdi un po’ troppo naive.
Radici profonde: dal banco alla cattedra
Francesco Broccolo non ha mai lasciato Macerata. E non è un dettaglio da poco. Dopo essersi diplomato proprio all’Agraria. “Dal 2017 insegno ininterrottamente, anche se non sono ancora di ruolo” – racconta – ma la passione, quella, c’era da ben prima. Cresciuto in campagna, ha imparato la terra dai nonni.
Il legame con l’ambiente non è solo lavorativo o accademico: è personale, viscerale.
Un cognome, un destino?
“Broccolo”. Un cognome che si presta a ogni battuta, ma che lui ha trasformato in un simbolo di coerenza e identità. “Da l’elementari me lo dicevano tutti… Ma alla fine l’ho preso come un sinonimo de chi sta co’ la terra: un broccolo, sì, ma che sa il fatto suo”.
Niente nomi d’arte, niente filtri: Broccolo è esattamente quello che vedi. Uno che ti racconta le piante con rigore scientifico ma con un’ironia tutta marchigiana. Un divulgatore che non teme di smontare i falsi miti del greenwashing o dell’ambientalismo da salotto.


La nascita di un fenomeno social (grazie a Vittorio)
Chi lo conosce pensa che sia sempre stato un tipo da social. Nulla di più lontano dalla realtà. “Io i social non li potevo vede’!”. È stato Vittorio Gattafoni, regista e amico fidato, a convincerlo: “Me rompeva l’anima ogni giorno… Alla fine ho ceduto e meno male! Senza de lui la pagina nun esisteva proprio”.
E così è nato un progetto di divulgazione agricola e ambientale che ha fatto breccia nel cuore di migliaia di persone. I video sono brevi, informativi, pungenti. Parlano di piante, di errori comuni, di curiosità storiche e scientifiche. Ma sempre con un linguaggio accessibile.
Il professore che ispira
Il suo ruolo da docente non si limita alla scuola. Broccolo è un punto di riferimento per chi vuole capire la natura senza fronzoli. “La natura non è er giardinetto de casa: è un leone che se magna la gazzella. È dura, è crudele. Ma è meravigliosa”.
Ha avuto professori che l’hanno ispirato profondamente e, a modo suo, li omaggia ogni volta che insegna. E tra un post e una lezione, coltiva il sogno di fondare un’azienda agricola che riporti in auge prodotti dimenticati, come gli asparagi del pungitopo o le erbe spontanee oggi snobbate.
Alimurgia, non “foraging”: un manifesto contro la moda ignorante
Il termine “foraging” fa figo, ma Francesco preferisce chiamarla alimurgia. Con la schiettezza che lo contraddistingue, lancia un allarme contro l’eco-ignoranza che devasta ecosistemi interi: “Per fa’ ‘na marmellata de rosa canina se raccoje un ettaro de fiori e distruggi tutto”. Insegna rispetto, equilibrio, conoscenza. “Prima studia, poi magari raccogli”.
Il libro (in arrivo) e il futuro tra sogni e burocrazia
Non si ferma mai. Tra una passeggiata didattica e una lezione sul campo, sta lavorando a un libro che uscirà a settembre. “Parlerà delle piante stronze. Quelle che pare che siano carine e invece te rovinano tutto”.
Un progetto ironico, divulgativo ma serio, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico nuovo, magari meno social. “Io lo faccio pe’ divertirmi, ma pure pe’ fa’ riflette, altrimenti l’ambiente lo perdemo pe’ sempre”.
Sogna anche un’azienda agricola, ma con i piedi per terra.


Un messaggio chiaro ai giovani (e a chi si crede esperto)
Broccolo parla ai ragazzi come un fratello maggiore e i risultati si vedono. “Me scrivono genitori dicendo che i figli se so’ iscritti all’Agraria grazie ai miei video. Queste so’ soddisfazioni vere”. È la sua missione: riavvicinare i giovani alla terra, con consapevolezza e passione. E lancia una riflessione anche a chi si improvvisa esperto: “Se hai il rosmarino sul balcone, non significa che sei un botanico”.
Le Marche, cuore pulsante di ogni sua scelta
In tutto quello che fa, le Marche sono protagoniste. Non uno sfondo, ma una fonte inesauribile di ispirazione. “Abbiamo la campagna più bella d’Italia e non ce ne rendiamo conto. Il mare lo trovi dappertutto, ma ‘sta campagna ce l’abbiamo solo noi”. E conclude con l’urgenza di farla conoscere e rispettare, senza folklore e senza retorica: “La campagna è viva, ma serve gente che ce crede.
Francesco Broccolo è più di un professore, più di un divulgatore. È un custode del sapere rurale, un ponte tra passato e futuro, un ambasciatore autentico della cultura marchigiana. Insegna come vive e vive come pensa. E per questo riesce a smuovere coscienze e seminare curiosità, dove molti si fermano alle mode.
Come dice lui: “L’ambiente è de tutti, ma prima ce devi sta dentro pe’ capirlo”.
E a noi non resta che ascoltarlo, seguirlo… e magari iniziare a guardare una pianta con occhi diversi.
Perché dietro ogni foglia, c’è una storia da salvare.
