Il Maestro Muti a Jesi e Ascoli Piceno: doppio concerto lo scorso fine settimana per celebrare il 250° Anniversario della nascita di Spontini

by redazione
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Dopo la tappa, nella serata precedente, al Teatro Pergolesi di Jesi, domenica scorsa, 17 marzo, al Ventidio Basso di Ascoli Piceno, Riccardo Muti ha diretto l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini in occasione dei 250 anni dalla nascita di Gaspare Spontini (1774-2024).

Il compositore marchigiano, esponente del Classicismo, Gaspare Luigi Pacifico Spontini (1774-1851) nasce a Maiolati, all’epoca parte dello Stato Pontificio, e inizia i primi studi musicali a Jesi per poi approdare successivamente al Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli; a lui è intitolato lo storico Istituto Musicale di Ascoli Piceno fondato nel 1957.

L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, istituita nel 2004 dal Riccardo Muti e composta da musicisti tra i 18 e i 30 anni, ha sede a Piacenza e Ravenna, qui orchestra residente dell’omonimo Festival. Il Maestro si dedica da tempo in vario modo alla formazione dei ragazzi: è del 2015 la prima edizione della Riccardo Muti Italian Opera Academy per giovani direttori d’orchestra, maestri collaboratori e cantanti, al Teatro Alighieri di Ravenna.

L’omaggio alle Marche dell’orchestra degli strumentisti under 30 è partito dallo Stabat Mater per soprano, contralto, archi e basso continuo di Giovanni Battista Pergolesi, interpretato dalle soliste Margherita Sala e Damiana Mizzi, quest’ultima in sostituzione di Caterina Sala, assente, come annunciato a inizio concerto, per motivi di salute; a seguire, la Vestale (Overture – Atto II, aria “Toi que j’implore avec effroi… Impitoyables dieux!”) e Agnese di Hohenstaufen (Atto II, aria “No, Re del Cielo”) di Spontini, con il mezzosoprano russo Lidia Fridman che ha letteralmente dominato il palco, catalizzando l’attenzione del pubblico, non solo attraverso la voce ma anche con l’incredibile presenza scenica e l’inequivocabile bellezza.

Una bellezza accarezzata durante l’intera serata, disegnata dalla meraviglia delle note e dallo splendore delle voci, accentuate dagli impeccabili movimenti del Maestro Muti che con la sua bacchetta è riuscito, come sempre, a creare la magia più affascinante: la musica.

Alessandra Addari

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