museo dell'emigrazione marchigiana

Museo dell’emigrazione marchigiana a Recanati: storie di ieri e di oggi

by redazione
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L’emigrazione è un fenomeno che ha accompagnato la regione Marche dalla fine dell’Ottocento fino al secondo dopoguerra, ma non solo. Essa infatti prosegue tutt’oggi, seppur in forma minore.

Si stima che oltre 700mila marchigiani, nel corso di un secolo, abbiano lasciato la propria regione d’origine per stabilirsi altrove. In quasi tutti i paesi del mondo è presente una comunità di marchigiani ed è per questo che la Regione Marche, in collaborazione con il comune di Recanati, ha deciso di dedicare loro un museo.

Fondato nel dicembre 2013, Il Museo dell’emigrazione marchigiana (Mema) compie 7 anni. In occasione del suo compleanno, abbiamo intervistato Luigi Petruzzellis, responsabile del Mema e del circuito di tutti i musei civici e delle informazioni turistiche della città di Recanati.

Il Mema: le Marche e l’emigrazione

Il Museo dell’emigrazione marchigiana, con la sua impostazione innovativa caratterizzata da istallazioni multimediali, offre un itinerario “fisico ed emozionale” destinato a ripercorrere la storia del fenomeno migratorio e a riannodare quei legami profondi che hanno unito e uniscono ancora oggi le Marche alle comunità di emigranti.

“L’obiettivo del museo è quello di salvaguardare la memoria di queste persone che hanno affrontato un viaggio molto spesso terribile, in condizioni precarie in quanto i biglietti costavano molto e optavano quasi tutti per la famosa terza classe” racconta Petruzzellis. “Le grandi compagnie di navigazione spesso facevano credere che in Argentina o in America queste persone avrebbero trovato ricchezza e che sarebbe stato tutto semplice ma non era sempre così. Molte volte, arrivati sul posto, ci si trovava di fronte a condizioni di sfruttamento”.

Museo dell’emigrazione marchigiana

Il Mema vanta moltissime collaborazioni con associazioni del territorio che si occupano della salvaguardia della memoria di archivi fotografici, come Archivi delle Famiglie di Montefiore e la Fototeca Provinciale di Fermo, e con associazioni di marchigiani nel mondo. A livello nazionale si ha un protocollo d’intesa con il CSEI Catania, centro di riferimento in Italia per lo studio delle migrazioni con sede a Genova, dove si sta lavorando ad un museo nazionale delle migrazioni in quanto dal porto di Genova partivano quasi tutti coloro che emigravano ed era sede delle compagnie di navigazione più importanti. Il Mema farà parte della rete museale che si sta creando in tal senso.

“Un museo che gestiamo è dedicato a Beniamino Gigli. Anche in questo caso il legame con l’emigrazione è molto forte. Famosissimo in tutto il mondo, è stato uno dei più grandi tenori dell’epoca. Quando teneva un concerto in Argentina piuttosto che in Belgio, in Brasile, in Uruguay o a New York, gli immigrati marchigiani erano molto orgogliosi. Spesso dedicava queste esibizioni a loro” prosegue Petruzzellis. “Essendo nato Beniamino Gigli a Recanati, era motivo di vanto delle Marche e non solo”.

“A fine ottobre abbiamo lanciato un progetto dal nome “MEMORIA VIVA”, una raccolta permanente di foto e documenti per mantenere viva la memoria degli emigrati della Regione. Inoltre, abbiamo aperto una piccola biblioteca che sarà, quando riapriremo, a disposizione di tutti coloro che la vorranno consultare gratuitamente. Per quanto concerne la raccolta del materiale, tutti coloro che hanno foto, documenti, racconti sul tema dell’emigrazione marchigiana possono partecipare inviandoci il materiale su whatsapp, email oppure (quando si potrà) venire in museo a consegnare gli originali e noi provvederemo a digitalizzare tutto il materiale e restituiremo gli originali”.

“Ci sono persone che scelgono di condividere questi materiali molto molto intimi con tutti, per finalità di studio come quello che facciamo noi. Proprio qualche giorno fa una professoressa di storia di Bahia Blanca, tra l’altro gemellata con la città di Fermo, ci ha mandato una serie di fotografie e documenti del suo bisnonno, emigrato in Argentina nel 1906. Lei tutt’oggi si sente molto legata alle Marche. Un’altra storia molto commovente è quella di due fratelli, uno residente in provincia di Fermo e l’altro in Argentina, che si scrivono in seguito alla morte improvvisa del loro padre”.

Museo dell’emigrazione marchigiana

“Non molti sanno che il calciatore Lionel Messi ha un doppio legame con l’emigrazione, da parte della sua famiglia in quanto il nonno era di Recanati e quella della moglie in quanto ha origini calabresi. Esso infatti è iscritto nel registro degli italiani residenti all’estero”.

Museo dell’Emigrazione Marchigiana
Via Gregorio XII
62019 – Recanati (MC)

www.infinitorecanati.it
Tel. 071 7570410
recanati@sistemamuseo.it

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