Il Papa dimostra la sua vicinanza ai terremotati di Camerino: “Mai dimenticare chi soffre”.

by Marche Today
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Papa Francesco ha visitato ieri Camerino (MC) per condividere le sofferenze e le speranze della gente colpita tre anni fa dal terremoto. È atterrato al Centro sportivo dell’Università di Camerino alle 8:45. Dopo l’accoglienza delle autorità civili ed ecclesiastiche locali, Francesco, come prima tappa, si è recato alle Sae, le strutture abitative emergenziali, per incontrare alcune famiglie. È seguita la visita in cattedrale e l’incontro con i sindaci di tutta la diocesi di Camerino-San Severino Marche. Di mattina ha celebrato la messa a piazza Cavour; a seguire l’Angelus. Poi, dopo una breve sosta davanti alla chiesa di Santa Maria in Via, un po’ il simbolo del terremoto di Camerino con il suo campanile crollato, Francesco pranzerà con i sacerdoti della diocesi al Centro di Comunità San Paolo. L’ultimo incontro lo ha avuto alle 15 con i bambini della Prima Comunione.
“Abbiate speranza, andate avanti”, il Papa lo ha ripetuto a tutte le famiglie delle sei Sae che ha visitato, le strutture abitative emergenziali, che ha visitato personalmente a Camerino, prima tappa della sua visita nella cittadina in provincia di Macerata, colpita dal sisma di tre anni fa. “Sono vicino ad ognuno di voi, prego per voi, perché questa situazione si risolva il più presto possibile. Grazie della vostra pazienza e del vostro coraggio, pregate per me”, ha detto il pontefice.
Poi Francesco è entrato nella cattedrale di Camerino, tuttora inagibile, con un casco di protezione accompagnato dai Vigili del Fuoco. Il Papa ribadisce tutta la sua vicinanza ai terremotati di Camerino: “Sono venuto oggi semplicemente per starvi vicino; sono qui a pregare con voi Dio che si ricorda di noi, perché nessuno si scordi di chi è in difficoltà. Prego il Dio della speranza, perché ciò che è instabile in terra non faccia vacillare la certezza che abbiamo dentro. Prego il Dio Vicino, perché susciti gesti concreti di prossimità”, ha detto il Papa nell’omelia della messa a piazza Cavour. “Sono passati quasi tre anni – ha detto Papa Francesco riferendosi al sisma – e il rischio è che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l’attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più. Il Signore invece spinge a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre”, ha sottolineato il Papa.
“Una domenica all’insegna della speranza, una presenza che deve smuovere le coscienze per imprimere un ritmo diverso alla ricostruzione”. È quanto ha detto il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, commentando, con la stampa, la visita del Santo Padre alle popolazioni terremotate di Camerino. “È una domenica all’insegna della speranza, perché, il Papa viene nuovamente nelle Marche: una presenza importante per una giornata significativa. L’augurio è che il riflettore acceso da Sua Santità sulle nostre vicende aiuti tutti quanti a comprendere quanto ancora ci sia necessità di sostegno e spinta per dare una mano alla popolazione che attende una risposta concreta sul terremoto”. Il presidente ha poi sottolineato come sia già raro avere il Papa, più raro averlo con questa frequenza che “trasmette tutta la sua vicinanza alle nostre comunità. Dopo l’attenzione ai giovani, sottolineata dalla recente visita di Loreto, ora volge il suo sguardo e la sua benedizione sulle popolazioni terremotate, che ha voluto ringraziare per la pazienza e il coraggio che testimoniano. Essere andato personalmente nelle Sae (Soluzioni abitative di emergenza) è stato un segno di grande vicinanza, per noi un fatto anche importante, in quanto ha acceso i riflettori nazionali sulla ricostruzione. È evidente che non sia possibile gestirla con gli strumenti, amministrativi e legislativi, ordinari. Abbiamo più volte cercato di far valere, a Roma, la voce dei cittadini che chiedevano semplificazione. Abbiam visto, invece, con l’ultimo passaggio del decreto sblocca cantieri, che non viene sbloccato proprio niente. Speriamo che la presenza del Papa smuova le coscienze per imprimere un ritmo diverso alla ricostruzione”. Ceriscioli ha concluso che “tutte le volte che abbiamo chiesto straordinarietà, c’è stato detto che porta corruzione, ma straordinarietà porta semplicemente risposte più veloci. Bisogna aver coraggio, da parte del legislatore, di mettere mano a norme più semplici, per dare una speranza concreta alle persone terremotate”.

Foto: Luca Ceriscioli Facebook

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