Vasco Errani lascia il suo incarico, Delrio: “I primi segni di una ricostruzione partita ci sono.”

by Marche Today
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ANCONA – Il 19 agosto i quotidiani Qn e Corriere Adriatico hanno divulgato la notizia che a settembre Vasco Errani non sarà più commissario per la ricostruzione del terremoto in centro Italia. “Nei piani del governo, Errani dovrebbe essere sostituito”, riferisce Qn, “Non solo: i governatori di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo – già oggi suoi vice – potrebbero vedersi attribuire nuove responsabilità”. La novità, secondo il Corriere Adriatico, dovrebbe essere comunicata oggi a Palazzo Chigi in una riunione tra il premier Paolo Gentiloni, il capo della Protezione civile, fresco di nomina, Angelo Borrelli, e i quattro governatori di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo”. La scadenza del mandato da commissario di Errani era comunque prevista per il prossimo settembre.
Le reazioni non entusiaste di sindaci e politici non sono tardate ad arrivare.

Aleandro Petrucci, primo cittadino di Arquata del Tronto (AP), ha detto all’ANSA che è una “cattiva notizia perchè ormai Errani era un punto di riferimento. È una grossa perdita, ormai il commissario conosceva tutte le pratiche, quanto si doveva fare, per esempio, per un passaggio importante in vista della ricostruzione, quello della micro-zonazione”. Giuliano Pazzaglini, sindaco di Visso (MC), ha accolto la news in maniera pragmatica: “Prima o poi ci si sarebbe arrivati. Se i presidenti di Regione avranno maggiori responsabilità o meglio, diventeranno commissari alla ricostruzione, sarà un vantaggio operativo. Un altro commissario a mio avviso non serve – conclude -, per me non è una struttura necessaria, anzi è una infrastruttura di cui non vedo l’utilità”. Pessimista invece il sindaco di Acquasanta Terme (AP), Sante Stangoni: “La ricostruzione si fa più difficile, più lontana.” Stangoni ha chiesto una proroga fino alla fine dello stato d’emergenza (febbraio 2018) e dubita che le regioni colpite dal sisma abbiano la presenza necessaria per nominare i loro presidenti anche commissari perchè non potrebbero conciliare gli impegni. Mario Scagnetti, sindaco di San Ginesio (MC), è stato parco di commenti e ha dichiarato: “Certo siamo tutti legati al filo della burocrazia, ma le cose di cui abbiamo parlato con lui sono realizzate o in fase di realizzazione”. Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino, ha colto l’occasione per suggerire di dare più potere ai sindaci nel segno della legalità. Il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci ha spostato la polemica sul fatto che i veri comuni terremotati sono al massimo una decina da Amatrice a Visso e non i 140 attuali: “Il problema non è Errani né la figura di un commissario alla ricostruzione, il problema è che questo non può essere il terremoto di tutti”. Al contrario, per Claudio Castelletti, sindaco di Fiastra (MC), un “cambio di passo era necessario”. Anche lui si augura che “la palla ora passi a Ceriscioli che conosce bene il territorio e che fino ad ora è sempre stato pronto a sostenerci nelle difficoltà di questi mesi”.

Il segretario del Pd delle Marche Francesco Comi ha commentato in un post Facebook che le dimissioni di Errani “sono un fatto naturale. Era del tutto evidente che, che prima o poi, superata la fase emergenziale, il Governo restituisse protagonismo ai territori attraverso il ruolo di coordinamento dei presidenti di Regione”. Non è dello stesso avviso il senatore di Forza Italia Renato Schifani che giudica da Roma: “Vasco Errani sembra intenzionato ad abbandonare la barca che affonda. Le zone colpite dal sisma a un anno da quel tragico evento sono in abbandono totale, mancano gli alloggi e non c’è ripresa economica: tutto si può fare in questo momento tranne sottrarsi alle proprie responsabilità. Da tempo Forza Italia denunzia questo stato di cose, ma non è sottraendosi alle proprie responsabilità che il nostro paese potrà superare le emergenze e le sfide che lo potranno attendere”.

La sezione di Macerata dell’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione “Italia Nostra” dice in una nota che “la fase emergenziale non è affatto terminata, tanto che il decreto per il sud ha prorogato l’emergenza al 28 febbraio 2018”. Denuncia un “clima d’incertezza” che “non fa che creare ulteriori preoccupazioni ad un territorio profondamente provato ma che sta tentando, nonostante tutto e con le proprie forze, a rialzarsi. Spazzare via tale indeterminatezza sarebbe un atto di vicinanza, reale e non di facciata, nei confronti delle popolazioni colpite. E dei sindaci, di fatto abbandonati a loro stessi nel tentativo vano di dar risposte credibili”. L’associazione ambientalista si appella a Postiglione, Curcio e Errani per fare “chiarezza”.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha riferito al meeting di Rimini che oggi Errani e la Presidenza consegneranno i risultati del lavoro svolto nelle regioni colpite dal terremoto. “Posso dire che il governo ogni giorno è stato vicino alle popolazioni terremotate con l’impegno a ricostruire ed a essere presenti. Questi episodi sono stati di una gravità senza precedenti. Il terremoto di ottobre, il più forte mai registrato, preceduto da uno in agosto molto grave. L’impegno è stato grandissimo su un cratere molto esteso. Ma credo che i primi segni di una buona ricostruzione partita ci siano. Oggi verranno indicati. Lavoreremo e lo faremo ogni giorno con impegno sempre maggiore”.

Foto: ilpost.it

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