Gianluca Grandinetti, un talento artistico del mondo dei video da tenere assolutamente d’occhio

by Marche Today
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Gianluca Grandinetti ha ricevuto il mese scorso due nomination all’interno del Berlin Fashion Film Festival per il video realizzato con la band Elpris, Animali Alieni. Giovane artista, filmmaker, regista e screenwriter (sceneggiatore, ndr) originario di Macerata, è ormai lanciato sulla strada dei film di qualità grazie al suo straordinario talento e il successivo incontro folgorante nel 2013 con Henry Ruggeri, fotografo rock leggendario di Porto Potenza Picena (MC). Quest’ultimo l’ha messo a “vivo” contatto con il mondo della musica, con artisti come Bruce Springsteen, Muse, Green Day, Kiss, Kasabian, Radiohead, AC/DC, Lenny Kravitz, Ben Harper, Mika. Ha diretto i video di Fabri Fibra, Marracash, Clementino, ha lavorato in progetti con Justin Bieber, Moreno, 5 Seconds of Summer, Fred De Palma, RIO e tanti altri. Nella moda ha confezionato video per la storica marca tedesca di combat boots (anfibi, ndr) CULT, Nike, Dirk Bikkembergs, Sportmax di Max Mara, Dondup, Fornarina, Malloni, Mavranyma, Manuel Ritz, Paoloni. Nel 2015 ha vinto i Beauty Awards del Chicago Fashion Film Festival col filmato ATMAN.

Grandinetti ha creato anche il trailer fantasy dell’edizione 2017 del Montelago Celtic Festival.

Come hai ricevuto la recente nomination al Berlin Fashion Film Festival? Ho notato che il video scelto non è un fashion film, come mai è stato selezionato?

Da due anni il Fashion Film Festival di Berlino ha aggiunto la categoria Music Videos, essendo un festival di arti visive i video musicali vengono scelti secondo criteri particolari, come l’originalità e l’innovazione. Il mio videoclip credo sia stato scelto proprio perchè non esiste un video simile e sicuramente le opere dell’artista tedesco Sebastian Bieniek sono state decisive. L’arte di Bieniek con le sue linee ad incastro prospettico è adatta alla fotografia, nel video è stata un pò più difficile inserirla ma ci siamo riusciti con molta pazienza. È la prima volta che Sebastian applica la sua arte ad una logica in movimento. Il video ha superato con mia grande sorpresa tutte le selezioni fino ad ottenere due nomination in Emerging Artist e Best Music Video.

Com’è stato iniziare a lavorare nella musica grazie all’amicizia con Henry Ruggeri e devi qualcosa a questo mondo per essere dove sei adesso?

Henry Ruggeri è stata la persona decisiva nella mia vita, ha tirato fuori la mia personalità e mi ha insegnato lo spirito per andare avanti nel nostro settore. Mi ricordo la prima volta che mi telefonò, io ero incredulo mentre mi chiedeva dei miei video (avevo girato dei mini documentari in un’isola greca) e mi invitò a prendere una birra a Recanati per creare insieme un progetto di foto e video per un festival a Vigevano. Da lì non ci siamo più fermati, un festival ha chiamato l’altro, dopo solo quattro mesi di conoscenza, eravamo in tour con i Radiohead. Potrei continuare a raccontare per ore tutto quello che è successo negli ultimi 4 anni. Ero e sono un suo grande fan, tutti dovrebbero ascoltare la storia di Henry.

Quali sono le fasi standard di realizzazione dei tuoi film?

Le fasi variano a seconda del progetto. Un videoclip musicale nella maggior parte dei casi parte dall’ascolto del pezzo, uno spot di moda da un moodboard, da una collezione, da parole chiave.
Io personalmente inizio con un disegno, che in genere eseguo molto in treno o aereo. Magari cerco un “sapore”  di fondo. Mi piace entrare nel pezzo o capire il prodotto, trovare il suo posizionamento e inquadrare la mia visione su questo per poi provare a fonderla con la visione generale, e creare un qualcosa che abbia il mio stile ma sia comunicabile. Le fasi sono: ricerca creativa e scrittura, produzione e ripresa, e per finire la post produzione (quasi sempre seguita da me).

Quando ti commissionano un film ti vengono dati parametri costrittivi?

Dipende dal tipo di progetto e la sua destinazione. Nel mondo della musica commerciale non ho avuto belle esperienze riguardo creatività ed espressione, è molto standard perchè il pubblico lo è, il web è spietato e devono ottenere la massima resa in poco tempo, gli sponsor e le case discografiche decidono troppo nella fase creativa, il product placement è sempre più pesante e palese. Odio tutto questo perchè noto davvero un gusto generale basso nei videoclip, non si rischia quasi più in Italia. Nella musica indipendente, nella moda (a seconda del brand) ho più libero sfogo artistico, mi confronto con art director e creativi, parlo con lo stilista o lo scrittore del brano, c’è uno scambio di idee in cui vive quella sensazione di rischio che personalmente io amo.

È più facile girare un breve film o si incontrano comunque delle difficoltà?

Sono lavori differenti, approcci completamente diversi ed entrambi hanno tante difficoltà. Non è facile girare un film corto o qualsiasi prodotto video breve, soprattutto in questi anni in cui il livello di attenzione sul web è davvero basso. Se non catturi l’attenzione in pochi secondi, sei fuori e tutto quello che hai fatto è sbagliato. Bisogna sempre studiare le dinamiche di comunicazione, che cambiano costantemente perchè a decidere sono la gente inconsciamente e la tecnologia consciamente.

Fonti d’ispirazione principali.

La mia fonte d’ispirazione principale è la musica. Ascolto musica sempre ed ovunque, la ricerco fino a quando non sento qualcosa, magari in aereo, in treno o mentre cucino. Disegno appena sento qualcosa, quasi sempre parto da linee, nella maggior parte dei casi di corpo di donna, per arrivare in seguito ad un qualcosa di visibile nella mia mente. Un’altra mia fonte importante è la filosofia e la storia dell’arte, rimango imprigionato per ore dentro ad un concetto o ad un’immagine.

I tuoi video, quando ti viene concessa più libertà espressiva, sono onirico-emozionali. Ti piacerebbe realizzare un film più lungo come una pellicola di due ore per il cinema?

Non ci ho mai pensato, ma chi lo sa. La strada è molto lunga e devo imparare ancora migliaia di cose. Comunque onestamente, sì mi piacerebbe tanto quanto mi spaventa, però avere la giusta paura è sempre importante, no?
Le musiche di sottofondo dei tuoi video commerciali sono particolari e ricercate, come le scegli?

Una volta che ho in mente un’immagine cerco sempre per ore quel suono ad “incastro emozionale perfetto” per essa. Musiche di compositori in giro per il mondo, dall’elettronica sperimentale fino ad orchestrali, dipende dal progetto, ma comunque mi piace provocare inserendo quasi sempre sonorità particolari.

Il web ti dà la possibilità di parlare e confrontarti con colleghi in tutto il mondo, grazie alla ricerca di colonne sonore ne ho conosciuti parecchi, personalmente e virtualmente.
È sempre bello fondere l’opera visiva di una persona con l’opera audio di un altra, è una sorta di stretta di mano, di unione. Odio adattare le immagini al suono o il suono alle immagini, cerco sempre di incastrarle in maniera equilibrata, l’una deve amplificare l’altra.

Quale tipo di film ti soddisfa di più girare?

Non credo di avere una categoria precisa preferita. Amo i progetti stimolanti, con gente ed elementi stimolanti. Se devo sceglierne uno per sfogo creativo e visivo i brand concettuali sicuramente mi danno quasi sempre carta bianca, però sono un grande amante del reportage mi piacerebbe fondere le due cose e provare a creare qualcosa di nuovo.

Mi piace comunicare senza spiegare niente, adoro che la gente si chieda perchè ho messo quell’immagine in quel preciso momento anche se a livello logico non ci stava. Uno dei miei registi preferiti è Terrence Malick, nei suoi film c’è una logica che puoi comprendere solo se li guardi da lontano, nella loro completezza, unendo intimamente tutte le componenti di esso.

Mi piace quando un video finisce e immediatamente capisci che qualcosa è arrivato dentro di te e stai ancora cercando di comprenderlo. Le persone a volte si sottovalutano, non sanno di essere così naturalmente sensibili.

Prossimi progetti in dirittura d’arrivo?

Ho diversi nuovi progetti prossimamente, ad esempio ora sto lavorando con i Negramaro, purtroppo però non posso dire di più!

 

di Donatella Rosetti

 

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Grandinetti dirige un momento del trailer per Montelago

 

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