Le t-shirt Stupete stanno conquistando il mercato underground sambenedettese

by Marche Today
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) – Una moda sotterranea si sta diffondendo tra i giovani di San Benedetto. Sembrano t-shirt targate Supreme, celebre brand dell’abbigliamento sportivo del mondo dello skate, ma non lo sono. O meglio, la scritta più “cool” del momento è sostituita da una parola dialettale che somiglia all’originale solo in quattro lettere: “Stupete“. “Volevamo prendere in giro le persone che comprano t-shirt false”, spiega Daycol Orsini, uno dei designer di Oink Creative Lab, dove l’idea è stata partorita. Qualcuno di voi lettori si sta chiedendo se sia legale questa manovra e la risposta è affermativa. Il marchio newyorchese Supreme è al centro di un caso singolare. Il suo autore, James Jebbia, non ha mai registrato il logo perchè non gli appartiene, è preso dal font Futura Heavy Oblique usato da Barbara Kruger nella sua “arte propaganda“, in particolare nell’opera (Untitled) I shop therefore I am (1987, “Acquisto quindi sono”). Supreme a sua volta ha molti imitatori, nel 2013 ha fatto causa al brand Married To The Mob di Leah McSweeney per aver riportato sulle sue t-shirt la scritta “Supreme Bitch” (p*****a) e adesso ha un “concorrente” italiano, Supreme Italia di Barletta (BT), che ha iniziato a vendere dal 2015 sue magliette legal fake (falsi legali), proprio perchè l’azienda pugliese è registrata mentre quella americana no.

Da sinistra: Daycol Orsini, Davide Di Pancrazio e Andrea Gobbo

Da sinistra: Daycol Orsini, Davide Di Pancrazio e Andrea Gobbo

“È molto comune nel design rifare altri loghi con delle scritte differenti, come la scritta “Figo” al posto della marca “Fila”, informa Orsini, “Il nostro giochetto è molto piaciuto qui in zona”. Il designer, assieme al suo collega Andrea Gobbo e l’account manager Davide Di Pancrazio, ha cominciato ad indossare le loro t-shirt e a postare le foto sulla pagina Facebook ad agosto, ciò ha creato un immediato interesse tra persone ed utenti. Sono già in programma altri modelli. “Vorremmo scimmiottare la collaborazione di Supreme con Louis Vuitton, trovando due lettere da sostituire alle famose ‘LV’ e condendole sempre di un po’ d’ironia”. Di colore bianco o nero, le t-shirt sono disponibili a dieci euro nel loro studio creativo (via Pizzi, 31) e nel bar Caja Fuerte.

Lo studio di grafica, che lavora nel mondo della comunicazione e della pubblicità e ha come simbolo il naso di un porcellino (da lì il verso inglese “oink”), ha creato le t-shirt per lanciare la loro neonata attività al centro di San Benedetto inaugurata a luglio. “Nel campo dell’abbigliamento sportivo, oltre a questo, abbiamo diversi progetti embrionali che ci piacerebbe realizzare magari in collaborazione con qualche negozio locale del settore”.

I creativi di Oink non sono gli unici ad essersi ispirati a Supreme. Oltre a brand internazionali, nel locale è nata a fine luglio una community “Spereme” che ha 1154 followers su Facebook, ed ha creato magliette bianche e rosse con l’omonima scritta. Spereme si autodefinisce uno stile di vita. “Quante volte speriamo che le cose vadano per il verso giusto ma ci troviamo a parlare da soli dicendo ‘spereme che questa volta vada bene”, è quanto scritto nel suo manifesto. La t-shirt è molto vista ad Ascoli e sta prendendo piede a San Benedetto.

di Donatella Rosetti

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