Igor Iacopini, l’ambasciatore delle Marche a Londra con Rossodisera. La cucina tradizionale marchigiana conquista il Regno Unito

by redazione
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Le Marche: una regione italiana tutta da scoprire! Dalle antiche radici, vanta di un patrimonio artistico e culturale inestimabile; per non parlare delle bellezze naturali. Centottanta chilometri di costa che si affacciano sul Mar Adriatico. Ventiquattro comuni insigniti del marchio “Bandiere Arancioni” dal Touring Club Italiano. Trenta comuni promossi “Borghi più belli d’Italia”. Non solo. Dolci colline e alte quote permettono di vivere esperienze indimenticabili a contatto con la natura. Non sorprende che le Marche abbia un nome al plurale. Chi risiede in questo territorio lo sa bene, ma chi abita a 1.700 km di distanza potrebbe ignorarlo.

Quindici anni fa Igor Iacopini, giovane marchigiano laureato in Economia bancaria a Macerata, decide di esportare le ricchezze culinarie del territorio per valorizzarle, nonché far conoscere la cultura e le tradizioni del suo Paese di origine all’estero. Una vera e propria missione di vita che lo conduce, insieme a due compagni di università, a Covent Garden, nel Regno Unito. Nasce così Rossodisera.

«Viaggiando avevo notato che i prodotti marchigiani non erano mai presenti all’estero» esordisce Igor, a suon di “50 special” dei Lunapop in sottofondo. «Abbiamo scelto Londra per una serie di circostanze ed avviato questo progetto indipendente, senza l’aiuto di partner commerciali o delle istituzioni». Ricordando gli inizi, Igor racconta i tanti sacrifici ricompensati dalle altrettante soddisfazioni. «Abbiamo potuto sviluppare le nostre idee esattamente come le avevamo in mente, fino al punto di raggiungere, con la nuova apertura ad Hampstead (sempre nel Regno Unito), una dimensione più ampia e più completa. Rossodisera ha rappresentato anche i più piccoli, coloro che magari curano l’eccellenza e poi non hanno le capacità di poterla promuovere all’estero. Rappresentare una regione e dei prodotti di nicchia poco conosciuti e vedere i nostri clienti tornare è impagabile».

Un locale allestito utilizzando materiale di recupero delle abitazioni dell’800 situato in un ambiente esclusivo come Hampstead, quartiere londinese. Un’autentica esperienza per gli amanti del cibo e un luogo di promozione turistica. «Chi entra a Rossodisera si vede catapultato in una realtà del tutto nuova, atipica e percepisce da subito che non è il solito ristorante italiano stereotipato. Tutt’altro» spiega Igor.

La marchigianalità e il territorio nei prodotti che compongono la proposta enogastronomica sono i due elementi distintivi di Rossodisera, che traspare anche dalla comunicazione. «Prima della Brexit ci servivamo di manodopera locale sia in cucina che in sala, grazie all’ottimo rapporto con gli istituti alberghieri marchigiani. Ora purtroppo non ci è più possibile». La cucina autentica marchigiana e i piatti tipici della regione hanno conquistato anche la clientela più esclusiva. Vincitore di concorsi e riconoscimenti prestigiosi come “The Best Contemporary Italian Cocktail 2019” e “The Best Authentic Italian Restaurant in London 2018”.

Da cosa è composta la loro offerta? Di tutte le doc marchigiane, tutte le qualità di uva, i salumi, i formaggi, il ciabuscolo, le olive ascolane, i cremini, i suricitti, prodotti da scaffale come sughi, conserve, bibite artigianali e distillati locali. «Adesso ci stiamo muovendo per acquistare prodotti più freschi come le carni o i latticini» ci svela Igor. «I piatti che conquistano i più possono essere le olive ascolane o le tagliatelle (fatte a mano) al ragù di coniglio, ma anche piatti semplici della tradizione contadina come il potacchio o l’agnello, la galantina (anch’essa fatta a mano), i salumi e i formaggi (prodotti assolutamente di nicchia per il mercato londinese) e i vincisgrassi. Insomma, chi legge il nostro menù si rende immediatamente conto che di cucina convenzionale non c’è quasi nulla».

 «Chiaramente, man mano che si entra nel vivo del menù e dell’esperienza culinaria, i clienti capiscono che si stanno inoltrando sempre di più in qualche cosa di differente da quello che conoscono. Da lì cominciano le domande e gli approfondimenti. Spesso mi chiedono come sono queste Marche e cosa c’è di bello da visitare. Nel nostro ristorante puntiamo alla qualità nel piccolo, che è proprio la caratteristica del marchigiano. Le Marche sono al plurale perché rappresentano territori diversi dal nord al sud, entrambi molto legati al territorio, al fatto in casa e alla convivialità. Quindi non hanno nulla a che invidiare ad altre regioni più note o più grandi. Troviamo la stessa profondità a livello turistico-culturale, ma tutto è riportato in piccolo. Faccio esempi specifici come la Riviera del Conero, Urbino, Ascoli Piceno, Fermo o Fabriano. Consiglio sempre un viaggio in macchina nelle Marche per poterla visitare liberamente».

«Se dovessi racchiudere in un’espressione univoca le Marche, direi: pensate alla Contea degli Hobbit nella trilogia di Tolkien e avrete raffigurati i marchigiani. Un po’ campanilisti, un po’ chiusi in sé stessi apparentemente, ma poi molto amichevoli e accoglienti, molto convinti di avere il meglio ma non al punto da condividerlo al di fuori dei propri confini, anche se in fondo lo straniero all’inizio viene visto come un intruso ma si finisce sempre per accettarlo e coccolarlo mettendolo a parte delle nostre ricchezze».

In questi mesi sta prendendo vita un progetto in collaborazione con la Regione Marche che dia un servizio a livello turistico. L’apertura del nuovo locale ad Hampstead, il quartiere più ricco della Capitale (al Nord di Londra), infatti, può rappresentare un ottimo trampolino di lancio e un’ottima vetrina per il turismo o altri settori come la manifattura o l’agroalimentare, ovvero “la casa delle Marche a Londra”.

ROSSODISERA

5 Monmouth st., Covent Garden

70 Heath st., Hampstead

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