Salesi, grande successo del prof. Carlo Catassi: approvata la legge per la diagnosi precoce di celiachia e diabete infantile

by redazione
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In un mondo in cui l’attenzione verso la salute e l’alimentazione è sempre più presente, la celiachia rappresenta una sfida significativa per molti bambini e le loro famiglie. Mentre molti possono godere senza preoccupazioni dei piaceri della cucina quotidiana, per i bambini celiaci anche un semplice pasto può diventare un problema serio. La celiachia può manifestarsi in qualsiasi fase della vita, ma è durante l’infanzia che assume un ruolo ancora più delicato.

La prevenzione riveste un ruolo cruciale nel garantire la salute e il benessere dei bambini a rischio. Per approfondire questa tematica, abbiamo intervistato uno dei massimi esponenti dello scenario attuale Carlo Catassi, oggi Professore Ordinario di Pediatria e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università Politecnica delle Marche ad Ancona e del SOD di Clinica pediatrica degli Ospedali Riuniti di Ancona. La sua vita è stata interamente dedicata alla pediatria ed è un uomo appassionato e devoto alla sua professione.

La sua carriera, che si estende per oltre tre decenni, è stata caratterizzata da una profonda passione per la ricerca sulla patologia celiaca e su altre forme di intolleranza al glutine, come la sensibilità non celiaca al glutine. Il suo lavoro ha fatto la differenza nella vita di numerosi bambini affetti da celiachia.

Fin dai suoi primi anni come Docente Universitario di Pediatria Generale e Specialistica, il Dott. Catassi ha dimostrato la sua dedizione verso lo studio, come evidenzia la sua vasta produzione scientifica. Con oltre 203 pubblicazioni indicizzate su PubMed e numerosi libri di pediatria di diffusione nazionale e internazionale, il Dott. Catassi è un luminare nel suo campo.

Si specializza sulla epidemiologia della celiachia ossia sulla frequenza di questa malattia, sulla distribuzione geografica, sull’aumento o meno della patologia celiaca nel tempo, facendo indagini epidemiologiche, non solo in Italia, ma anche in altri paesi del mondo.

Il Dott. Catassi ha anche collaborato con il Dott. Alessio Fasano (pediatra, gastroenterologo e ricercatore italiano; capo del reparto di Gastroenterologia Pediatrica e Nutrizione al Massachusetts General Hospital di Boston – MGHfC; altro pioniere nella ricerca sulla celiachia), testimoniando il suo impegno a lavorare a livello internazionale per affrontare questa malattia e migliorare la vita dei pazienti affetti. «Collaboro con lui dal 2000, prima a Baltimora e poi a Boston, dove lavora attualmente. Insieme abbiamo fatto lavori di screening della celiachia anche negli Stati Uniti, dimostrando come, anche in quel Paese, la celiachia sia molto più frequente di quanto non si ritenesse in passato. Abbiamo lavorato anche su altre forme di intolleranza al glutine non celiaca, quale la sensibilità al glutine non celiaca, di grande attualità sia clinica che scientifica».

Inoltre, il Dott. Catassi è stato Presidente della Società Italiana di Gastroenterologia, Nutrizione ed Epatologia Pediatrica nel triennio 2013-2016, membro eletto del Board della International Society for the Study of Celiac Disease (ISSCD) nel periodo 2019-2023 e Membro del Prolamin Working Group (PWG) fin dal 1997.

Il suo contributo all’introduzione di uno screening infantile su celiachia e diabete

Il lavoro di ricerca svolto negli ultimi decenni ha dimostrato la frequenza molto alta di celiachia, la frequenza molto alta di forme che sfuggono alla diagnosi e che possono essere riconosciute solo attraverso uno screening, ossia un test a tappeto di tutta la popolazione pediatrica. Unendo questi risultati a quelli del gruppo di ricerca sul diabete, Il Dottore è riuscito ad avviare un progetto nazionale di screening della celiachia e del diabete di tipo 1 nei bambini.

«Abbiamo messo in evidenza che fare questo tipo di lavoro non è più solo un’attività di ricerca ma dovrebbe divenire un’attività clinica di routine» prosegue il Prof. Catassi. «Crediamo che individuare precocemente i casi di celiachia sia un beneficio per i pazienti, che possono essere tempestivamente curati con la dieta senza glutine e quindi evitare tutte le complicanze e sintomatologie causate dalla malattia. Ad un certo punto, gli interessi tra la ricerca sulla celiachia e quella sul diabete giovanile di tipo 1 sono divenuti convergenti. Tale diabete è una patologia che ha molti aspetti di similitudine con la celiachia. Sono di tipo autoimmune, entrambe in aumento negli ultimi decenni e patologie nelle quali il riscontro di anticorpi nel sangue e di auto anticorpi ha un valore diagnostico e predittivo molto importante. Anche nel caso del diabete, sta diventando sempre più importante una diagnosi precoce. Quindi, insieme al gruppo di ricerca sul diabete, abbiamo individuato una possibile strategia che riguardi entrambe le patologie. Con il supporto poi delle associazioni dei pazienti, in particolare in questo caso mi riferisco alla Fondazione Diabete che è stata molto attiva anche a livello politico per proporre questo progetto, e con il coinvolgimento di politici, in particolare dell’onorevole Giorgio Mulè che nel Parlamento è stato colui che ha elaborato questa proposta di legge che è stata approvata pochi mesi fa, siamo arrivati a questo risultato veramente importante per noi. È stato un grande successo. Per chi come me lavora su queste tematiche da tanti anni, vedere che la sanità pubblica si orienta nel prendere delle decisioni legate al frutto degli studi che abbiamo fatto, certamente è stato una bella soddisfazione, soprattutto anche per la sensazione di poter fare qualcosa di utile per la nostra popolazione pediatrica in particolare. Lo screening partirà dalla fine di quest’anno, più verosimilmente dall’inizio del prossimo».

I risultati di ricerca, sorprendenti e inaspettati

Ciò che rende il Dott. Catassi un medico straordinario è la passione che lo ha guidato lungo l’intera sua carriera. Ancora oggi, quando parla delle sue ricerche e delle scoperte che ha fatto nel campo della celiachia, si percepisce chiaramente il suo entusiasmo. In questo ambito, rientrano due aneddoti che il Prof ci ha raccontato.

Negli anni ’90 condusse un’importante ricerca di screening della celiachia nelle Marche, in particolare nelle scuole della provincia di Pesaro, dimostrando che è molto più frequente di quello che si pensava in passato perché molti casi sfuggono alla diagnosi e vengono riconosciuti solo se si fanno esami a tappeto a tutti i bambini. «Questo fu un risultato che naturalmente ha colpito tutti, soprattutto il sottoscritto che non si aspettava un risultato così eclatante» commenta il Dottor Catassi.

«Un altro risultato che mi ha colpito molto in questi anni è stato la frequenza di celiachia che abbiamo riscontrato in una popolazione africana. Andando ad effettuare un lavoro epidemiologico sul posto, abbiamo trovato una frequenza del 6% laddove nel nostro paese, e in molti altri, questa frequenza si attesta attorno all’1 / 1.5%. Una frequenza altissima e per motivi che ancora ci sfuggono. Poi ovviamente in tutte le ricerche ci sono aspetti più o meno interessanti quindi è un’attività che svolgo ancora con grande piacere, dopo tanti anni di attività clinica e di ricerca».

Un consiglio alle lettrici mamme

«Da parte della popolazione e dalle mamme, vorrei fosse compreso il concetto della diagnosi precoce, perché chiaramente molte volte si incontrano delle resistenze, comprensibili del resto, nel fare un’indagine di laboratorio a un bambino che apparentemente non ha problemi di salute. Tutto questo è finalizzato a prevenire problematiche che potrebbero essere molto più importanti e difficili da gestire laddove la diagnosi viene ritardata nel tempo. Il progetto di screening (sopra citato) sicuramente andrà a migliorare la qualità di vita dei nostri bambini».

Ulteriori progetti di ricerca

«Nell’ambito della celiachia, facciamo ricerca non solo sull’epidemiologia ma anche su altri aspetti quali i test più idonei per il monitoraggio dei bambini che hanno già diagnosticato celiachia. Questo è un problema che da un punto di vista medico è particolarmente importante in quanto, ancora, non abbiamo test particolarmente affidabili per valutare l’aderenza al trattamento dietetico della celiachia» ci illustra e conclude il Dottor Catassi. «Seguiamo anche altri aspetti non legati alla celiachia. Penso alle patologie infiammatorie croniche come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa, sulle quali siamo impegnati da anni nelle attività cliniche e di ricerca».

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