Il Giappone dove non te lo aspetti, San Ginesio si fonde con l’antico mondo del Sol Levante in una locanda incantata

by Marche Today
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SAN GINESIO (MC) – Esiste un luogo nel quale è possibile guardare le stagioni susseguirsi lentamente immersi nell’acqua calda di un’enorme vasca di legno. Un angolo di Giappone autentico trapiantato tra le montagne marchigiane, appena fuori le mura di San Ginesio nella provincia di Macerata.

Wabi Sabi Culture è un viaggio sensoriale alla riscoperta della pace e del benessere del corpo e dei ritmi della natura. I proprietari Serenella Giorgetti e Ricky Swaczy, moglie e marito, seguono nel loro ryokan (albergo tradizionale giapponese) l’antica filosofia buddhista del Wabi-Sabi che contempla la bellezza della transitorietà delle cose. È un posto dove si sperimenta lo stile di vita dell’antico Giappone attraverso le metodiche dello zen: la via del tè verde, la cerimonia del tè, la meditazione.

Le delegazioni giapponesi di esperti di architettura tradizionale, paesaggistica di giardini e cerimonia del tè in visita hanno dichiarato che nel ryokan si è realizzato un concetto profondo e culturalmente alto legato al Giappone tradizionale. Televisioni giapponesi hanno girato speciali su quest’oasi di pace e l’hanno annoverata tra i ryokan di lusso.

Com’è nata l’idea di un angolo di Giappone a San Ginesio?

Serenella Giorgetti: L’idea nasce dalle passioni mie e di mio marito. Eravamo sempre in giro per il mondo per il nostro lavoro di comunicazione nella moda e ad un certo punto abbiamo deciso di cambiare vita. Ci siamo imbattuti nel 2002 nella località di San Ginesio per caso, dato che non siamo marchigiani. Abbiamo visto una proprietà in vendita, ce ne siamo innamorati e l’abbiamo comprata. Ci sono voluti dieci anni di lavoro assiduo per ristrutturarla in bioarchitettura. Abbiamo unito in questa struttura il nostro amore per il Giappone tradizionale e per il buddhismo.

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Cosa significa Bio-Ryokan?

SG: “Ryokan” significa “antica locanda di campagna”. “Bio” nel senso che abbiamo usato la bioarchitettura e la bioedilizia per fondere la ruralità dell’antico Giappone con quella dell’entroterra maceratese. Crediamo, infatti, che la salvaguardia del mondo passi pure attraverso le scelte personali della gente. Abbiamo utilizzato pietre di campo, calci, legno, coppi e mattoni senza impiego di cemento e abbiamo riportato tre casali allo splendore originale integrando le travature molto grosse, le grandi pietre e la calce idrata con la paglia per gli intonaci del Giappone tradizionale. L’integrazione di nipponico ed italiano stabilisce l’armonia del wabi-sabi. Per il resto, è un centro giapponese nei materiali e nello stile di vita. Solo le tsuki (lune), lanterne a forma di luna piena, sono realizzate da me perché sono la mia pratica nello zen.

Avete risentito del terremoto? Rispetto all’anno scorso ci sono meno prenotazioni?

SG: Proprio grazie all’impiego di questo tipo di ristrutturazione e all’applicazione delle norme sismiche italiane e giapponesi non abbiamo risentito del terremoto. A differenza del paese di San Ginesio che purtroppo ha subito dei notevolissimi danni. Adesso hanno messo in sicurezza molti edifici e stanno cercando di ricostruire ciò che è andato distrutto. Non abbiamo risentito di nessun calo delle prenotazioni perché non siamo un luogo di villeggiatura classico. I nostri clienti vengono da noi tutto l’anno. Qui non si fa una vacanza ma l’esperienza nelle stagioni perché wabi-sabi significa proprio la bellezza dell’imperfezione naturale e l’accettazione del divenire nel tempo che passa.

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Che genere di clientela avete e che cosa cerca? Quali sono le loro impressioni una volta finita l’esperienza?

SG: La nostra clientela viene da tutta Italia e anche dal Giappone, proprio per la pubblicità che ci ha fatto la loro TV. Le persone che ci visitano amano il paese del Sol Levante nei suoi diversi aspetti: zen, arti marziali, manga e anime. I frequentatori più assidui sono i giovani, dai 18 ai 25 anni, e di seguito dai 30 ai 50 anni. Sono rare le persone oltre i cinquanta.

I motivi della loro venuta sono l’inizio o la conferma di un percorso, la preparazione di un viaggio in Giappone o la nostalgia verso di esso.

Terminata l’esperienza, le persone sono felici e stupite di scoprire che tramite la concentrazione in cosa si sta facendo si trae un concreto giovamento nella scoperta di un’armonia che è sempre sotto gli occhi ma non si vede.

Osservate i principi della filosofia zen nella vita e nel vostro ryokan?

SG: Nella vita seguiamo il concetto del buddhismo che è rispettare gli altri. Attraverso il loro rispetto e benessere rispettiamo noi stessi. Tutte le attività del centro rientrano nella pratica del “qui e ora” collegato alla consapevolezza di cosa si sta facendo. Ad esempio all’ingresso ci sono i passi di consapevolezza che sono effettuati su sassi uno diverso dall’altro in altezza e dimensione. Ci sono regole di comportamento da tenere nelle stanze, come il togliersi le scarpe, dormire in maniera austera su futon e tatami nella semplicità e nella condivisione. Nel ryokan c’è un tempio dove si pratica meditazione.

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La vostra è anche una sorta di spa del benessere?

SG: Non esattamente. Il ryokan si basa sulle esperienze connesse al concetto dello zen. Il bagno tradizionale giapponese, l’ofuro, si faceva anticamente prima di recarsi al tempio. Ci si immerge nella vasca di acqua calda, di temperatura tra i 28 e i 40 gradi, per contemplare la natura intorno. La sensazione di benessere è fornita dal legno di noki che, sprigionando il suo olio essenziale infonde un potere rilassante sulla psiche. Inoltre sul corpo dona idratazione e levigatezza alla pelle, massaggia muscoli ed articolazioni, elimina le energie esauste. Bisogna effettuare il bagno di pomeriggio, poi ci si sdraia e si beve del tè o dell’acqua per idratarsi.

Che tipo di corsi organizzate?

SG: Prepariamo corsi e laboratori con maestri giapponesi delle arti tradizionali dello zen e delle arti meditative. I temi sono la cerimonia del tè, calligrafia (shodo), ikebana, origami, dolcetti per il tè (wagashi). In più organizziamo da otto anni assieme al Comune di San Ginesio e alla Pro Loco la Festa della Pace legata ad Hiroshima il 6 di agosto. È un evento importante nel quale sono realizzate le 1000 gru della pace consegnate al sindaco che le spedisce al parco di Hiroshima. Ospitiamo artisti giapponesi ed italiani in una giornata che inizia nel pomeriggio con laboratori gratuiti aperti a tutti e finisce la sera con spettacoli ed incontri su pace ed arte. Quest’anno si farà nel complesso della Chiesa dei Santi Tommaso e Barnaba nella parte medievale del paese.

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di Donatella Rosetti

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